La riscoperta della coscienza

QUANDO
15/02/2018
17:00


INGRESSO LIBERO

Conferenza La riscoperta della coscienza con Angelo Tartabini, ricercatore e professore di psicologia dell’Università di Parma.

Da poco più di 40 anni, su questa funzione, la coscienza, importantissima per la nostra esistenza, si stanno accumulando molte ricerche, pubblicate periodicamente su importanti riviste nazionali e internazionali, che vengono condotte secondo prospettive molto diverse tra loro: da quelle filosofiche a quelle neuroscientifiche, da quelle psicologiche a quelle della scienza cognitiva. Gli studiosi (vedi John Searle, Gerald Edelman, Francis Crick, Roger Penrose, Antonio Damasio, eccetera)(solo per citare alcuni nomi), sono arrivati a conclusioni abbastanza diverse tra loro. Ma addirittura, vedi Daniel Dennett, rifiuta l’idea dell’esistenza della coscienza, come i vecchi behavioristi dell’inizio del secolo scorso. Altri, nella sostanza, sono rimasti ancora ancorati al vecchio dualismo cartesiano (che sia di proprietà o di sostanza, ma sono ancora dualisti), altri invece (a dir la verità molto pochi) ritengono che la Coscienza sia un fenomeno naturale che non rientra in nessuna delle categorie tradizionali del mentale e del fisico, che sia in sostanza una proprietà emergente del sistema nervoso e sottoposta alla pressione selettiva come qualsiasi altro fenomeno biologico. In sostanza che si tratti di una categoria ontologica irriducibilmente soggettiva e non epistemica.

In realtà, come stanno le cose? Per venirne a capo dobbiamo partire da un punto fermo, cioè quello darwiniano secondo cui il cervello, nel corso della sua evoluzione, si è organizzato nel suo ambiente naturale attraverso le interazioni sociali anch’esse sottoposte alla pressione selettiva come qualsiasi altro fenomeno biologico e quindi anche quello mentale della Coscienza. Se questo è vero, se quindi la Coscienza esiste nell’uomo, come esiste, deve esistere anche nel mondo degli animali (scimmie antropomorfe in particolare). Nel 1871 Darwin scrisse che non esistono delle differenze sostanziali tra le facoltà mentali umane e quelle animali e quindi anche per la Coscienza. Darwin aggiunse che molti animali provano compassione per il dolore altrui, che sono empatiche, che sentono il dolore, il piacere, che hanno desideri e credenze, come noi esseri umani. In futuro, il confronto uomo/animale sarà una grande sfida, ma ci darà certamente dei risultati sorprendenti.

Angelo Tartabini è professore ordinario di psicologia generale presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.
In passato ha svolto attività di ricerca in Giappone (Kyoto University), in Olanda (Institute of the Organization for Health Research, TNO), negli Stati Uniti d’America  (California University, Davis), in Sud Africa  (Witwatersrand University di Johannesburg), in Canada (Ontario Institute for Studies in Education dell’Università di Toronto) e in Inghilterra complessivamente per dieci anni, presso il Sub-Department of Animal Behaviour del Medical Research Council dell’Università di Cambridge, sotto la guida del Prof. Robert Hinde. E’ autore di un centinaio di pubblicazioni e di 13 volumi, tra i quali: “Il mondo delle scimmie” (Muzzio), “L’uomo allo specchio” (Il Pensiero Scientifico), “Cannibalismo e antropofagia” (Mursia), “Una scimmia in tutti noi” (B. Mondadori), “Fondamenti di Psicologia evoluzionistica” (Liguori), “L’uomo scimmia” (McGraw-Hill), “Il Mondo in bilico” (Mursia) e “Uomini e scimmie in pericolo” (Mursia), “Crimini contro l’ambiente” (Liguori).

In collaborazione con l’Unitre di Tolentino

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